La tecnologia aiuta i prematuri a crescere meglio

Si chiama Pea Pod, è uno strumento che determina la composizione della massa corporea dei bambini e, secondo quanto dichiarato di recente dal Dott. Simmons, Direttore del dipartimento di pediatria del Cedars-Sinai di Los Angeles, il suo utilizzo riduce la permanenza dei prematuri in Terapia Intensiva Neonatale.

Il Pea Pod, già in dotazione anche al centro Nutrizionale della Clinica Mangiagalli di Milano, è uno strumento per la misura non invasiva della composizione corporea infantile grazie al quale i medici possono monitorare ed modificare gli effetti del supporto nutrizionale e studiare i criteri di dimissione delle TIN.

La valutazione del rapporto fra massa grassa e massa magra può aiutare a calibrare meglio le necessità nutrizionali del neonato prematuro per garantirgli quell’apporto calorico di cui ha estrema necessità per completare lo sviluppo di tutti i suoi organi, recuperare il peso e raggiungere prima l’autonomia per il mantenimento della temperatura corporea.

Il neonato viene posto per un paio di minuti in una piccola culla termica simile all’apparecchio per la risonanza magnetica, ma dotata di un vetro in modo che possa essere monitorato a vista, quindi l’esame non è invasivo ed è ripetibile nel tempo.

Le aspettative sono alte e, secondo i neonatologi del Cedars-Sinai, il suo utilizzo può fare la differenza su quei pazienti che necessitano di un piano nutrizionale personalizzato o che non rispondono adeguatamente ai protocolli nutrizionali standard. Questo vale in particolar modo per i prematuri nati sottopeso rispetto alla loro età gestazionale, o con un peso inferiore al kilo, o ancora per quelli che necessitano di un alimentazione parenterale per più di due settimane.

Secondo Ellen Mack, infermiera neonatologa presso l’ospedale, “se ad esempio il bambino è in ritardo rispetto al recupero del peso, ma la composizione corporea è nella norma, si può decidere di incrementare la somministrazione di macronutrienti quali grasso o proteine o carboidrati rispetto ad altro”.

Il buon recupero del peso corporeo per un prematuro, ricoverato in TIN, è un passo avanti che lo avvicina a casa sua.

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